Provincia, serve un "patto di buon senso"

PESARO. GOSTOLI AUSPICA CANDIDATO PRESIDENTE PROVINCIA CONDIVISO

SEGRETARIO PROVINCIALE DEM PROPONE COOPERAZIONE BIPARTISAN. (DIRE) Pesaro, 27 set. - "Una cooperazione bipartisan per continuare il percorso della 'Provincia dei sindaci' ma per quanto istituzionale il presidente deve essere in sintonia con la sensibilita' amministrativa e politica della maggioranza dei Comuni e delle citta'". Cosi' il segretario provinciale del Pd di Pesaro Urbino, Giovanni Gostoli, commenta l'assemblea degli amministratori del centrosinistra che si e' tenuto ieri sera a Urbino. Obiettivo: individuare il candidato presidente di Provincia in vista delle elezioni del 30 ottobre. L'idea di Gostoli, come avvenne quattro anni fa, e' quella di individuare un candidato condiviso con il centrodestra. "Per il Pd le Province non sono piu' il luogo dello scontro politico ma dell'incontro istituzionale- dice Gostoli-. In una possibile competizione come amministrazioni di centrosinistra e civiche abbiamo i numeri per vincere, presidenza e consiglio provinciale. E pure la maggioranza numerica dell'assemblea dei sindaci. Per noi, pero', l'interesse del territorio viene prima degli interessi di partito. Per il bene della comunita' non occorre strumentalizzare e politicizzare il rinnovo della Provincia". A Pesaro Urbino sono 13 i sindaci eleggibili ossia quelli che, come prevede la normativa nazionale, non in scadenza nel 2019. Tra i papabili candidati tra le fila del centrosinistra circolano i nomi di Emanuele Feduzi (Fermignano), Omar Lavanna (Mercatino Conca), Giuseppe Paolini (Isola del Piano) e Mirko Zenobi (Mondavio). Una rosa di nomi che i dem proporranno ora ai sindaci del centrodestra. "La proposta e' quella di un 'patto di buon senso'- conclude Gostoli-. Proseguire la buona esperienza della 'Provincia dei sindaci', costruire insieme una candidatura a presidente e da subito facciamo un accordo sui numeri per una lista unitaria del prossimo consiglio provinciale". (Luf/ Dire) 19:11 27-09-18 NNNN

Le Province con il processo di riforma sono diventate la “casa dei sindaci”.
Per il Partito democratico di Pesaro e Urbino non sono più il luogo dello scontro politico, ma dell’incontro istituzionale.

In questi anni grazie alla straordinaria capacità del presidente uscente, Daniele Tagliolini, di tutti i consiglieri provinciali e dalla forte tensione unitaria siamo riusciti a ottenere, pur nelle difficoltà, tanti risultati importanti.

Per il rinnovo del Presidente della Provincia e del consiglio provinciale parteciperanno al voto tutti i sindaci e i consiglieri comunali. E’ un’elezione di secondo livello, con un voto “ponderato”: significa che è assegnato un peso elettorale diverso, maggiore o minore, a ciascun amministratore locale a seconda della dimensione della popolazione del proprio comune. Per merito dell’impostazione istituzionale siamo riusciti a dare un giusto ri-equilibrio nella rappresentanza tra costa e aree interne, comuni più grandi e di piccole dimensioni.

In una possibile competizione come amministrazioni di centro sinistra e civiche abbiamo i numeri per vincere, presidenza e consiglio provinciale, e pure la maggioranza numerica dell’assemblea dei sindaci. Per noi, però, l’interesse del territorio viene prima degli interessi di partito.

Per il bene della comunità non occorre strumentalizzare e politicizzare il rinnovo della Provincia, anche in vista delle prossime elezioni amministrative, ma come quattro anni fa siamo convinti che dobbiamo cogliere l’opportunità di continuare la buona esperienza di cooperazione bipartisan della “Provincia dei Sindaci”.
Per quanto istituzionale, però, è naturale che il Presidente deve essere in sintonia con la sensibilità amministrativa e politica della maggioranza dei comuni e delle città.

E’ evidente a tutti, in primo luogo al Pd, che c’è un paradosso nella legge di riforma Del Rio. Infatti, andranno al voto il prossimo ottobre gli amministratori di tutti i comuni della provincia, ma si possono candidare a Presidente solo i sindaci di quei comuni che non votano nei prossimi 12 mesi. Pertanto sono tagliati fuori le città e i comuni che andranno a elezioni nel 2019. Sono circa l’80 percento, tra cui Pesaro, Fano, Vallefoglia e Urbino. Un’assurdità che tutti insieme dobbiamo provare a correggere. D’altronde il voto del prossimo anno sarà fondamentale anche per i futuri anni di governo del territorio provinciale.

Pertanto la proposta è quella di un “patto di buon senso”: proseguire la buona esperienza della “Provincia dei Sindaci”, costruire insieme una candidatura a Presidente e da subito facciamo un accordo sui numeri per una lista unitaria del prossimo consiglio provinciale. Prima viene il territorio e poi i partiti, per una Provincia al servizio dei sindaci e degli amministratori locali. Per vivere al meglio anche l’ultimo anno di amministrazioni locali, di qualsiasi colore politico, servono anzitutto armonia e spirito di collaborazione.